Smaltire Bassolino
La sentenza di assoluzione, giunta dopo dieci anni, per Antonio Bassolino e altri amministratori campani rappresenta l’ennesima sconfitta processuale della procura napoletana, che pare incapace di sostenere le accuse più roboanti con un sistema probatorio accettabile. Probabilmente il difetto sta proprio nella scelta dell’obiettivo, che non è giudiziario, non almeno secondo i canoni consueti, ma mediatico e più o meno esplicitamente politico.
7 AGO 20

La sentenza di assoluzione, giunta dopo dieci anni, per Antonio Bassolino e altri amministratori campani rappresenta l’ennesima sconfitta processuale della procura napoletana, che pare incapace di sostenere le accuse più roboanti con un sistema probatorio accettabile. Probabilmente il difetto sta proprio nella scelta dell’obiettivo, che non è giudiziario, non almeno secondo i canoni consueti, ma mediatico e più o meno esplicitamente politico. La parabola di Bassolino, il campione dell’antiriformismo di sinistra (che a Napoli si contrappone a una robusta tradizione incarnata da Giorgio Amendola, Gerardo Chiaromonte e Giorgio Napolitano), si sviluppa sulla crisi dei partiti decapitati da Tangentopoli, esprime velleità di “rinascimento napoletano” accattivanti ma prive di una base concreta, che poi cominciano a crollare di fronte all’emergere dei problemi concreti, per finire sepolte, non solo simbolicamente, dai rifiuti che Bassolino non aveva saputo o voluto smaltire.
E’ stata una politica sbagliata, imprevidente, con tratti demagogici. Politicamente va giudicata così, il che non comporta necessariamente che sia perseguibile penalmente. Quanti chiedono retoricamente chi deve pagare per gli errori commessi a Napoli si fanno accecare da una visione manichea. Sbagliare politica non è reato, il giudizio non spetta alla magistratura ma al popolo nei seggi elettorali. Ciò detto, il popolo napoletano ha condannato Bassolino, ma ha poi premiato una nuova proposta giustizialista, basata sul rifiuto delle scelte difficili per dotare Napoli degli strumenti necessari per la sua nettezza urbana. Ma l’ultimo grado di giudizio sulla politica deve restare politico.